Il concorso fotografico, alla terza edizione, aperto a fotografi professionisti e non, è promosso dall'Associazione Culturale di volontariato O Leûdo di Sestri Levante in collaborazione con l’Associazione di promozione sociale e culturale Carpe Diem di Sestri Levante, con il patrocinio del Comune di Sestri Levante ed il riconoscimento della Fiaf ( federazione italiana associazioni fotografiche).

Dentro la fontana

 

Fontana è parola che rimanda a fonte, inizio, principio, nascita, vita.E proprio la riflessione sul "ciclo della vita". E' stata il motore di questo mio lavoro.Da sempre le fontane, nelle città come nei piccoli borghi sono motivo di interesse da parte di tutti. Siano monumentali con spettacolari giochi d'acqua, impreziosite da artistiche sculture o semplici zampilli scaturiti da piccoli rubinetti, utili per dissetarci, sempre ci attirano. In genere poste in spazi centrali proprio perchè costituiscono momento di sosta e di (nuova) partenza.Da questa Fontana che propongo al vostro sguardo, come recita il titolo, mi sono sentito "tirato dentro". Ha rapito il mio sguardo e la mia anima e nella sequenza, simile ad una danza delle sue figure, ho rivisto il percorso che ciascuno di noi fa nella vita. Dal bimbo che ingenuo aspetta e si aspetta tutto con occhi fiduciosi al ragazzo presuntuoso, quasi impertinente, in atteggiamento di sfida nei confronti degli altri, della vita. Poco pronto all'ascolto, come siamo troppe volte da ragazzi quando non riusciamo a trovare la felicità nell'oggi, dal momento che desideriamo tutto immediatamente, non riuscendo ad apprezzare nella sua piena interezza il dono dell'attesa. E a seguire immagini dove la bellezza e l'esteriorità vincono su tutto,  incuranti dei consigli e degli avvertimenti che spesso nella vita ci assistono ma ai quali noi non sappiamo dare adeguata importanza. E poi la maturità, l'uomo adulto che vive nell'ambivalenza di una quiete soddisfatta per ciò che ha realizzato, sul corpo i segni della vita e nei suoi occhi ancora tanti sogni.  E infine la vecchiaia, che con la lungimiranza della saggezza abbraccia tutto e infonde speranza nel futuro. Ma nei profondi solchi di quel viso anche un'ansia sottile per il tempo che fugge e  timore per il "mistero" che la vita porta con se. Tutto questo mio sentire, ho creduto che per essere reso al meglio avesse bisogno del supporto di una stampa particolare. Ho scelto la tecnica antica della "gomma bicromatata" per ottenere attraverso l'esaltazione della matericità una più intensa partecipazione. La profondità e la resa tonale volevo portassero ad un colore che non dominasse ma accentuasse, aiutando il passaggio delle sensazioni e il senso di mistero.

Roberto Montanari

Recensione

Un giorno felice. Un giorno, parlando con Roberto, prima dell'inizio del suo lavoro, la sua domanda era: come emozionare con la fotografia.Vedi, tutti si pongono davanti al fatto come ad uno schermo, in questo caso una fontana, invece l'importante è sfondare lo schermo, entrarci dentro, ma questo costa molto, anche come sforzo emotivo. Dapprima ci si sente inseriti  poi tutto appare chiaro. I veri protagonisti sono gli altri.In queste immagini una cornice immaginaria del fotografo non è solo una fontana è il suo contenuto. Il momento sensibile e ricettivo è un altro. E' il momento della verità, come gli innamorati quando si incontrano e lì nasce il momento dell'amore. Ed io tra di voi. Nell'attimo in cui tu ti metti la camera all'occhio siamo tutte immagini immerse in quello spazio e ora dentro di te scorre  un certo tipo di eventi e di personaggi che si chiamano mondo.Sguardi di amore che viene e dolore che va. Il tuo sguardo Roberto non è più limpido ma tutto ciò che altri chiamerebbero giochi d'acqua per te sono persone nel loro giro della  vita. Alcuni volti sono lontani, tristi, altri gioiosi, improvvisamente il più reale per il nostro sguardo, il più chiaro appare ai tuoi occhi e subito dopo quando il tuo sguardo ritorna all'immaginato affiora il volto di un uomo vissuto a lungo; lui sì contiene tutte le tristezze a cui non sappiamo dare un nome ed io non ho le parole per descriverlo. La mia realtà è la "Sacra Sindone" e allora io mi nascondo dietro a quell'uomo affacciato che sembra l'unico essere fuori dalla scatola anche se attento osservatore e la sua mente forse sta vagando e vede altro. Grazie Roberto per non aver fatto 11 fotografie ma uníavventura più rischiosa perchè, vedi nel discorso un verbo sbagliato o una parola la si puù sostituire, una foto sbagliata sarebbe una caduta verticale di tutto il discorso.Vi ho parlato, adesso sbarazzatevi di tutto quello che vi ho detto e siete tutti pronti per uníaltra storia.

Giuliana Traverso

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